L’Assemblea di Atene rivive in 1AST: quando la storia diventa esperienza
La classe 1AST del Liceo Scientifico Tradizionale, guidata dalla docente Claudia Cravero, ha in questi giorni trasformato l’aula in una piccola agorà ateniese, dando vita a un coinvolgente role play teatrale dedicato ai tre grandi legislatori dell’antica Atene: Dracone, autore delle prime leggi scritte e noto per la loro severità; Solone, riformatore che abolì la schiavitù per debiti e pose le basi di una maggiore equità sociale; Clistene, considerato il padre della democrazia ateniese per aver ampliato la partecipazione politica dei cittadini.
Tutta la classe ha lavorato in modo attivo e collaborativo: gli studenti hanno svolto ricerche, selezionato le informazioni essenziali, scritto brevi discorsi, curato la sceneggiatura e si sono persino procurati semplici costumi per rendere più credibile la rappresentazione. Per molti si trattava della prima esperienza di recitazione, ma l’impegno, la serietà e l’entusiasmo hanno dato vita a un risultato davvero significativo.
Il role play si è rivelato uno strumento prezioso di didattica orientativa e innovativa. Attraverso la simulazione, gli studenti non si sono limitati a studiare contenuti, ma hanno sviluppato competenze trasversali fondamentali: lavoro di gruppo, capacità di sintesi, esposizione orale, gestione dell’emozione, pensiero critico. Mettersi nei panni di un legislatore ha significato comprendere problemi, conflitti sociali, scelte politiche e responsabilità pubbliche.
L’attività ha avuto anche una forte valenza di Educazione civica: riflettere sulle origini della legge, sul concetto di giustizia, sulla partecipazione democratica e sul rapporto tra diritti e doveri aiuta i ragazzi a leggere con maggiore consapevolezza il presente. Capire come nascono le regole e perché sono necessarie significa formare cittadini più attenti e responsabili.
Un’esperienza che dimostra come, nella nostra scuola, la tradizione dei contenuti si coniughi con metodologie attive e coinvolgenti: perché la storia, quando si vive in prima persona, lascia un segno più profondo.
